Otto punti fondamentali della valutazione del rischio elettromagnetico Stampa
Campi Elettromagnetici - Il rischio elettromagnetico in breve
Scritto da Alessandro Merlino (CeSNIR srl, a.merlino@cesnir.com)   
Lunedì 02 Marzo 2009 09:03

1. Quali i soggetti che devono procedere alla valutazione del rischio elettromagnetico.

2. Elenco indicativo delle tipiche sorgenti occupazionali di campo elettromagnetico che dovranno sicuramente essere valutate in modo approfondito.

3. Come procedere alla valutazione del rischio elettromagnetico.

4. Come individuare i soggetti qualificati a valutare il rischio elettromagnetico.

5. Come procedere se si ha la ragionevole sensazione che in azienda il rischio elettromagnetico non esista.

6. Come valutare le apparecchiature IT (sale CED, computer desktop, monitor, access point wireles, ...) o TLC (telefoni cellulari, telefoni cordless, DECT, ...) spesso presenti in azienda.

7. Come considerare esposizioni di breve durata.

8. Con quale periodicità deve essere valutato il rischio elettromagnetico.

 


 

1. Quali i soggetti che devono procedere alla valutazione del rischio elettromagnetico.

Tutti i datori di lavoro (aziende ed enti) in genere. Sebbene il Capo IV del Titolo VIII ("Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici") sia in attesa di essere riscritto recependo la direttiva europea 2013/35 del 26/6/2013 per entrare quindi in vigore l'1/7/2016, sono immediatamente vigenti le disposizioni generali sulla protezione dagli agenti fisici contenute nel Capo I del Titolo VIII del testo unico, come chiarito già dal Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome. In particolare, l’articolo 180 definisce quali sono gli agenti fisici di interesse della norma e l’articolo 181, anche tramite il richiamo al più generale articolo 28 sulla valutazione dei rischi, richiede esplicitamente al datore di lavoro la valutazione dei rischi relativi a tutti gli agenti fisici e l’adozione delle opportune misure di prevenzione e protezione, indipendentemente dall’entrata in vigore dei successivi capi specifici e con particolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi. Il vincolo più stringente ad oggi in vigore riguarda pertanto l’obbligatorietà della valutazione del rischio elettromagnetico.

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2. Elenco indicativo delle tipiche sorgenti occupazionali di campo elettromagnetico che dovranno sicuramente essere valutate in modo approfondito.

La norma tecnica CEI EN 50499:2009 pubblica un elenco non esaustivo di apparecchiature suscettibili di produrre livelli di campo elettromagnetico superiori ai valori di azione (si veda la tabella 2 di detta norma).

Consigliamo di prendere in considerazione innanzitutto i seguenti processi:

Comparto dell'energia:
- generazione, trasporto e distribuzione di energia elettrica;
- trasformazione di tensione (sottostazioni e cabine) nel processo di trasporto e distribuzione dell'energia elettrica;

Comparto della produzione industriale:
- elettrolisi industriale;
- saldatura elettrica (ad arco in atmosfera protettiva, ad arco sommerso, ad elettrodo, a induzione);
- saldatura dielettrica;
- riscaldamento a induzione (riscaldamento tubi pre-saldatura, ...);
- riscaldamento dielettrico a radiofrequenza (saldatura e taglio plastiche, asciugatura tessuti, essiccazione e incollaggio legni, asciugatura ceramiche, rinvenimento e cottura cibi, preriscaldo resine plastiche);
- riscaldamento dielettrico a microonde (scongelamento cibi, cottura prosciutti, essiccamento della pasta, pastorizzazione/sterilizzazione, vulcanizzazione gomme, essiccazione farmaci, ...);
- riscaldamento a resistenza con potenza regolata da tensioni parzializzate nel tempo;
- magnetizzatori e smagnetizzatori industriali;
- apparecchi di illuminazione speciali attivati a radiofrequenza (lampade a UV per la polimerizzazione delle resine);
- dispositivi al plasma in radiofrequenza;
- sistemi elettrici di controllo integrità;
- sistemi magnetoscopici per controlli non distruttivi;

Comparto della sanità:
- diatermia (elettromedicale);
- magnetoterapia;
- elettroterapia;
- tecarterapia;
- radarterapia;
- taglio e cauterizzazione con elettrobisturi e radiobisturi;
- trattamenti estetici a radiofrequenza;

Comparto delle telecomunicazioni e controllo radar:
- radar (controllo del traffico aereo, portuale, meteorologici, ...);
- antenne di siti per la radiodiffusione sonora e/o televisiva (solo nelle vicinanze con esclusione dei luoghi normalmente accessibili alla popolazione);
- antenne delle stazioni fisse per la telefonia mobile (solo nelle immediate vicinanze con esclusione dei luoghi normalmente accessibili alla popolazione);

Comparto dei trasporti:
- trasporti alimentati elettricamente (treni, tram);

Tutti i comparti:
- cabine di trasformazione media tensione / bassa tensione (MT/BT);
- reti di alimentazione elettrica nel luogo di lavoro e circuiti di distribuzione e trasmissione dell’elettricità che sorvolano il luogo di lavoro in alcune configurazioni e potenze.

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3. Come procedere alla valutazione del rischio elettromagnetico.

E' necessario dotarsi di un relazione tecnica a firma di personale qualificato (come previsto dall'art. 181, comma 2 del D.Lgs 81/08) che consenta al datore di lavoro di procedere con la valutazione del rischio per i propri addetti.

La valutazione non presuppone automaticamente che siano predisposte delle rilevazioni strumentali, ma che queste siano effettuate solo se non si può escludere che siano superati i valori di azione. Se il tecnico procede senza compiere misurazioni dovrà evidenziare i criteri  adottati per escludere il superamento dei valori d’azione.
E' necessario evidenziare che, nella quasi totalità dei casi, la verifica sul rispetto dei valori limite di esposizione è un'attività troppo complessa ed onerosa perchè possa essere affrontata dal servizio di prevenzione e protezione, anche per tramite di un igienista industriale specializzato sui campi elettromagnetici. Rimane pertanto la sola possibilità di verificare il rispetto dei valori di azione e di adottare direttamente le misure tecniche e organizzative finalizzate a ridurre l’esposizione quando questi sono superati.

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4. Come individuare i soggetti qualificati a valutare il rischio elettromagnetico.

Ad oggi non esiste un elenco di tali soggetti perché il legislatore non ha definito né le modalità di certificazione di tale qualificazione, né gli enti autorizzati a fornirla. La disposizione di legge ribadisce pertanto la responsabilità in eligendo del datore di lavoro, il quale dovrà accertare che il soggetto incaricato delle valutazioni tecniche sia competente. A questo scopo ne potrà valutare il curriculum degli studi e professionale, la disponibilità di strumentazione adeguata e l’adeguatezza della relazione tecnica che il tecnico propone.

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5. Come procedere se si ha la ragionevole sensazione che in azienda il rischio elettromagnetico non esista.

Nell'ambito della valutazione dei rischi aziendali, deve essere dedicato uno specifico momento al rischio elettromagnetico. Se è ragionevolmente possibile sostenere che i livelli di campo elettromagnetico siano trascurabili, il processo valutativo si può interrompere a questo livello, argomentando come si è pervenuti ad escludere la presenza del rischio e giungendo quindi a includere la giustificazione del datore di lavoro secondo cui la natura e l’entità dei rischi non rendono necessaria una valutazione dei rischi più dettagliata, prevista dell'art. 181, comma 3 del D.Lgs 81/08.

Un'indicazione di massima sulle attività e sulle mansioni normalmente conformi a priori è fornita dalla norma tecnica CEI EN 50499:2009, alla tabella 1.

E' bene sottolineare che anche in questo caso dovrà essere esaminato il rischio per i soggetti particolarmente sensibili.

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6. Come valutare le apparecchiature IT (sale CED, computer desktop, monitor, access point wireles, ...) o TLC (telefoni cellulari, telefoni cordless, DECT, ...) spesso presenti in azienda.

Possono essere considerate conformi a priori e non è quindi necessario compiere misurazioni sulle emissioni elettromagnetiche. Rientrano tra le sorgenti "giustificabili" di cui alla tabella 1 della norme CEI EN 50499:2009.

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7. Come considerare esposizioni di breve durata.

I valori di azione e i valori limite di esposizione sono determinati su base istantanea. Per l'esattezza, le esposizioni a campi elettromagnetici a bassa frequenza (cui sono associati effetti di stimolazione elettrica dei tessuti) devono essere valutate per ogni singolo istante di esposizione; le esposizioni a campi elettromagnetici ad alta frequenza (cui sono associati effetti termici) devono essere valutate su ogni intervallo di 6 minuti all'interno del periodo di esposizione.
Come conseguenza accade che, oltre alla valutazione dell'esposizione connessa con specifici compiti lavorativi e mansioni, deve essere compiuta anche una campagna di misurazioni atta a verificare se, nell'ambito dello stabilimento/impianto, esistano punti dove i valori di azione per i campi a bassa frequenza possono essere superati anche per un istante e che quindi, in caso positivo, andranno confinati in modo da impedire agli addetti di portarvicisi.

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8. Con quale periodicità deve essere valutato il rischio elettromagnetico.

Sulla base di quanto stabilito dall’articolo 181, comma 2, l’intera valutazione deve essere effettuata almeno una volta ogni quattro anni, mentre deve essere aggiornata immediatamente qualora diventi obsoleta, in ragione di qualche modificazione avvenuta in azienda. Questo può accadere, ad esempio, se viene introdotto un nuovo tipo di macchinario o di lavorazione, le cui emissioni elettromagnetiche possono essere significative.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Luglio 2013 16:23
 
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